Come il team CFAR di Microsoft sta ridefinendo la resilienza alle frodi
Le frodi non sono solo un fastidio: sono uno dei rischi informatici in più rapida crescita e mettono a rischio la fiducia, il valore del marchio e la sicurezza dei clienti. In Microsoft, il team CFAR (Central Fraud and Abuse Risk) opera all’incrocio tra ingegneria, sicurezza, politiche aziendali e aspetti legali.
La sua missione: proteggere miliardi di interazioni digitali dalle frodi su scala globale. Da questo punto di vista, emergono tre insegnamenti che ogni team di sicurezza può mettere in pratica all’interno della propria organizzazione.
Governance e criteri: creare una base resistente alle frodi
La resilienza alle frodi parte dalla governance. I criteri devono adattarsi in tempo reale ai cambiamenti normativi, al comportamento degli avversari e alle nuove superfici di attacco. CFAR sviluppa quadri normativi che si evolvono di pari passo con le informazioni sulle minacce fornite da Microsoft e con il contesto normativo, garantendo che i controlli non restino indietro rispetto all’innovazione degli autori degli attacchi. Ciò non significa necessariamente adottare misure di controllo immediate per rispondere alle nuove normative, ma piuttosto utilizzare l’intelligence sulle minacce in base al proprio modello di rischio per creare un sistema più resiliente.
Rilevamento basato sull'intelligenza artificiale: dalle microfrodi alle minacce alla catena di approvvigionamento
CFAR utilizza modelli avanzati di intelligenza artificiale, tra cui le reti neurali grafiche, per individuare anomalie all’interno di ecosistemi vasti e complessi. L'intelligenza artificiale consente il rilevamento su larga scala, individuando sia casi di microfrodi sia sofisticati schemi che coinvolgono più parti, che gli esseri umani da soli non riuscirebbero mai a individuare in tempo.
Risposta coordinata: abbattere i compartimenti stagni
Le frodi non rispettano gli organigrammi. Quando si verificano degli incidenti, il CFAR attiva procedure coordinate che coinvolgono i reparti di ingegneria, prodotto e legale, nonché i partner esterni. Questo approccio rapido e interfunzionale riduce i tempi di sosta e garantisce la tutela sia della fiducia dei clienti che dell'integrità del marchio.
Punto chiave per i leader: i tuoi piani di risposta alle frodi prevedono il giusto mix di responsabili tecnici, legali e aziendali, oppure stai ancora lavorando per compartimenti stagni?
La resilienza alle frodi non è un insieme di strumenti, ma una disciplina. Il modello CFAR illustra come i responsabili della sicurezza possano integrare la governance, l'intelligenza artificiale e la risposta coordinata in un ciclo di feedback continuo.
Per approfondire la strategia di Microsoft in materia di frodi e scoprire come applicare questi insegnamenti alla propria organizzazione, leggi il white paper completo.
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